Energia trasportata dall'onda

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Se ricordiamo la definizione di onda, come di un disturbo che si propaga (vedi cos'è un'onda), possiamo domandarci quali siano le grandezze fisiche che si propagano assieme al disturbo stesso. La risposta, ovviamente non è unica, perché dipende dal particolare tipo di disturbo che, di volta in volta consideriamo. Per esempio un'onda meccanica propaga una deformazione, un'onda elettromagnetica propaga la variazione dei campi elettrico e magnetico, una "ola", oltre all'entusiasmo dei tifosi, propaga la variazione di altezza degli stessi, ecc.

Sappiamo però (si veda anche la discussione sulla velocità delle onde meccaniche) che tutte le onde si producono quando in un mezzo, assieme ad un disturbo, si manifestano

  1. forze di richiamo che si oppongono alla formazione del disturbo stesso, e tendono a riportare il mezzo localmente all'equilibrio.
  2. una certa inerzia, che tende, invece, a far rimanere il disturbo nel suo stato di moto.

Per fissare le idee vediamo cosa accade nel caso delle onde meccaniche

Energia nelle onde puramente meccaniche

Quando in un mezzo si propagano onde meccaniche il disturbo è sempre una deformazione locale del mezzo. Le forze di richiamo sono note col nome di forze elastiche, e l'inerzia corrisponde alla massa locale del mezzo, più comunemente chiamata densità.

Una volta che una deformazione si è prodotta, per esempio a causa di una forza esterna, una porzione del mezzo si trova fuori equilibrio, quindi una forza elastica la richiama verso la posizione iniziale. Quando tuttavia la porzione del mezzo si trova di nuovo nella posizione iniziale, essa, a causa della sua inerzia, tenderà a continuare il suo moto, trovandosi presto fuori dall'equilibrio in verso opposto alla deformazione iniziale. Forze elastiche di verso opposto alle prime la richiameranno di nuovo, e questo intero ciclo si ripete dando luogo ad una oscillazione locale, in grado di trasmettersi agli elementi adiacenti.

In un mezzo continuo la deformazione potrà essere un allungamento, una compressione, ecc.; in un mezzo costituito da tanti componenti discreti (si veda oscillatori accoppiati) la deformazione sarà invece lo spostamento di ogni oscillatore dalla sua posizione di equilibrio.

Ciò che vogliamo qui sottolineare è il fatto che l'esistenza di forze di richiamo e, simultaneamente, di spostamenti dall'equilibrio, è in grado di produrre un lavoro, quantificabile nel prodotto della componente delle forze nella direzione dello spostamento per lo spostamento stesso.

ΔL=𝐅⋅Δ𝐬

Ma in fisica la capacità di produrre lavoro si chiama energia

L'esempio della corda elastica

Se immaginiamo una corda percorsa da un'onda trasversale possiamo distinguere due tipi di energia:

    1. l'energia cinetica che è l'energia che ogni porzione della corda possiede a causa della propria velocità trasversale di oscillazione.
    2. l'energia potenziale, che è l'energia dovuta alla deformazione elastica della corda.
  • In un singolo oscillatore queste due energie si trasformano alternativamente l'una nell'altra. In un'onda che viaggia lungo la corda, invece, le cose vanno diversamente (si veda più sotto).

Ma attenzione: la corda non è un punto materiale, bensì un corpo continuo. Ciò significa che queste due energie non sono concentrate in un punto preciso, ma sono distribuite lungo tutta la corda. Quindi il loro calcolo non è semplice come per un punto materiale (vedi oscillatore armonico).

La grandezza localmente rilevante non è l'energia totale, ma l'energia per unità di lunghezza, o densità di energia. A differenza dell'energia totale, che si conserva invariata durante tutto il moto, la densità di energia può variare localmente col tempo. Essa può trasferirsi da un punto all'altro della corda. Anzi, precisamente questa quantità si muove insieme con l'onda che percorre la corda, e alla stessa velocità.

In ogni punto della corda

  • La densità di energia potenziale è massima dove la corda è più deformata, cioè più inclinata e quindi più allungata (e non dove lo spostamento è massimo).
  • La densità di energia cinetica è massima quando l'elemento di corda possiede la massima velocità.

In un'onda viaggiante le due cose avvengono nello stesso istante: un elemento di corda ha la massima velocità quando passa per la posizione di equilibrio e proprio lì la corda è più inclinata. Energia cinetica e potenziale sono quindi massime insieme (quando l'elemento passa per l'equilibrio) e nulle insieme (in cima a una cresta, dove la corda è ferma e orizzontale). Per questo l'energia non resta in un punto, scambiandosi tra cinetica e potenziale come in un singolo oscillatore, ma viaggia insieme all'onda. In un'onda stazionaria, invece, le due energie si scambiano come in un oscillatore.

Per semplificare ulteriormente immaginiamo che la corda oscilli di moto armonico. L'energia totale (cioè la somma della sua energia cinetica e potenziale) di un oscillatore armonico di massa m, che oscilli ad una pulsazione ω con ampiezza A è facile da calcolare[1], e vale

Etot=12mω2A2.

Tuttavia abbiamo detto che, nel caso della corda, che è un continuo di oscillatori con massa per unità di lunghezza (densità) ρ, non ci interessa tanto l'energia, ma l'energia per unità di lunghezza (densità di energia). Essa vale

E=12ρω2A2.

Abbiamo anche detto che questa densità viaggia alla velocità c con cui l'onda si propaga lungo la corda. Quindi la grandezza finale cui siamo interessati è il prodotto della densità di energia per la velocità

W=Ec=12ρω2A2c, (1)

che ha le dimensioni di una potenza (Watt), e indica esattamente il flusso di energia, cioè la quantità di energia che passa per un certo punto della corda nell'unità di tempo trasportato dall'onda.

Si noti che il flusso di energia è proporzionale al quadrato dell'ampiezza e al quadrato della frequenza: raddoppiando l'ampiezza, o la frequenza, l'onda trasporta quattro volte più energia.

Se pensiamo alla grandezza equivalente in una situazione tridimensionale, anziché sulla nostra corda unidimensionale, la grandezza diviene un vettore, e si misura in W/m2. Essa indica la quantità di energia che fluisce attraverso l'unità di superficie in una certa direzione nell'unità di tempo. Se l'onda si allarga in tutte le direzioni a partire da una sorgente piccola, la stessa potenza si distribuisce su sfere di superficie 4πr2 sempre più grandi: l'energia che attraversa l'unità di superficie diminuisce come l'inverso del quadrato della distanza r dalla sorgente (si veda potenza di una sorgente sonora).

Il concetto si applica a tutte le forme di energia, ed è particolarmente adatto a descrivere il fenomeno dell'irraggiamento dell'energia, sia essa luminosa, sonora, ecc. Molto spesso, poiché il flusso di energia è provocato da onde, si usa misurarne la media in un dato periodo di tempo, e la grandezza risultante si dice intensità del campo che produce il flusso. Questa è, per esempio la definizione fisica di intensità sonora. Per maggiori dettagli si veda però la discussione sulla percezione dell'intensità, in cui si distingue il termine fisico dal termine comune intensità di un suono, che, ingannevolmente usa lo stesso nome, ma si riferisce alla grandezza percepita, affatto diversa da questa.

Collegamento tra energia e impedenza della corda

In molti contesti è utile considerare il concetto di impedenza, ad indicare, nel più semplice dei casi, la costante di proporzionalità tra la forza applicata su una porzione della corda e la velocità trasversale dell'oscillazione così ottenuta.

Il calcolo di questa grandezza, generalmente indicata con la lettera Z non è difficile (si veda impedenza di una corda vibrante), e risulta

Z=ρc.

Si vede subito, quindi, sostituendo nella (1), che il flusso di energia nella corda può essere scritto come

W=12Zω2A2 (2)

Verifica la comprensione

Su una corda viaggia un'onda. Se si raddoppia l'ampiezza, lasciando invariata la frequenza, come cambia l'energia trasportata in un secondo? E se invece si raddoppia la frequenza, lasciando invariata l'ampiezza? Risposta. In entrambi i casi l'energia trasportata in un secondo (il flusso (1)) diventa quattro volte più grande, perché è proporzionale sia al quadrato dell'ampiezza sia al quadrato della pulsazione ω=2πf.

Lungo una corda viaggia un'onda. In quale punto della corda la densità di energia è massima: in cima a una cresta o dove la corda passa per la posizione di equilibrio? Risposta. Dove la corda passa per la posizione di equilibrio. Lì ogni elemento di corda si muove con la massima velocità (energia cinetica massima) e la corda è più inclinata, cioè più allungata (energia potenziale massima). In cima a una cresta, invece, la corda è ferma e orizzontale: le due energie sono entrambe nulle.

Una piccola sorgente emette onde in tutte le direzioni. A 1 m di distanza la potenza che attraversa ogni metro quadrato è I. Quanto vale a 2 m? E a 10 m? Risposta. La stessa potenza si distribuisce su una sfera di superficie 4πr2. Raddoppiando la distanza la superficie diventa quattro volte più grande: a 2 m si ha I/4, a 10 m I/100 (trascurando l'assorbimento del mezzo).

Approfondimenti e collegamenti


  1. ↑ Si veda il paragrafo sull'energia meccanica nei moti armonici

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