Interferenza di onde armoniche

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Interferenza di onde armoniche

Immaginiamo di avere due sorgenti puntiformi S1 e S2 che emettano onde periodiche della stessa ampiezza, frequenza e fase.

Immaginiamo inoltre che il moto oscillatorio delle due sorgenti puntiformi S1 e S2 sia "armonico" cioè espresso da una funzione matematica del tipo

yS1(t)=yS2(t)=Asin⁡(ωt+ϕ)

(per una rapida introduzione alle funzioni trigonometriche si veda la pagina le funzioni seno e coseno)

simbolo significato
A ampiezza della sinusoide
ω frequenza angolare. Essa è legata al periodo T dall'espressione ω=2πT
ϕ fase dell'onda. Essa specifica la posizione iniziale della sorgente all'istante t=0. Si ha infatti yS(0)=Asin⁡(ϕ)

Tali onde si propagano nello spazio circostante le sorgenti e, quando arrivano nel medesimo punto P, si sovrappongono interferendo. Ci chiediamo sotto quali condizioni il punto P è un punto di interferenza (totalmente) costruttiva. È facile comprendere che ciò accade quando due "massimi", per così dire, arrivano nel punto P nel medesimo istante.


Le condizioni di interferenza costruttiva e distruttiva in un generico punto P ottenute per onde periodiche generiche, già espresse in termini di differenze di tempi e di lunghezze nella pagina aspetti matematici dell'interferenza, possono essere ora ricavate sfruttando le peculiari proprietà matematiche delle funzioni seno che si sovrappongono nel punto P.

Detti t1 e t2 i tempi necessari all'onda per percorrere lo spazio che separa P da S1 e S2, vediamo che nel punto P viene riprodotto il moto delle sorgenti con un certo tempo di ritardo dato proprio da t1 e t2 (si veda la sezione come si descrive un'onda?).

La funzione d'onda totale nel punto P è quindi data da

y(𝐏,t)=yS1(t−t1)+yS2(t−t2)
=Asin⁡[ω(t−t1)+ϕ]+Asin⁡[ω(t−t2)+ϕ]
=Asin⁡θ1(t)+Asin⁡θ2(t)

ove si è posto

θ1(t)=ω(t−t1)+ϕ
θ2(t)=ω(t−t2)+ϕ

Interferenza costruttiva di onde armoniche in fase

La condizione di interferenza costruttiva si ottiene imponendo semplicemente che la differenza (in modulo) degli argomenti θ1(t) e θ2(t) sia un multiplo di 2π. Si ottiene allora

|θ1(t)−θ2(t)|=ω|t1−t2|=2kπ con k=0,1,2,… (1)


Dalla (1) si deduce che la condizione di interferenza costruttiva è indipendente dal tempo t ma dipende solo dalla posizione del punto P (univocamente determinata dai tempi di ritardo t1 e t2). Inoltre essendo ω=2πT la (1) si trasforma

ω|t1−t2|=2πT|t1−t2|=2kπ

da cui

|t1−t2|=k⋅T con
k=0,1,2,… (1*)

che ricalca la condizione in termini di tempo già ricavata nelle condizioni generali di interferenza.

Poiché t1=d1/v e t2=d2/v (d1 e d2 sono le distanze di P dalle due sorgenti, v è la velocità dell'onda) e poiché vT=λ, la stessa condizione si scrive in termini di differenza di cammino:

|d1−d2|=kλ

cioè l'interferenza è costruttiva nei punti le cui distanze dalle due sorgenti differiscono per un numero intero di lunghezze d'onda.

Interferenza distruttiva di onde armoniche in fase

La condizione di interferenza distruttiva si ottiene imponendo semplicemente che la differenza (in modulo) degli argomenti θ1(t) e θ2(t) sia un multiplo dispari di π. Si ottiene allora

|θ1(t)−θ2(t)|=ω|t1−t2|=(2k+1)π con
k=0,1,2,… (2)

Dalla (2) si deduce che la condizione di interferenza distruttiva è indipendente dal tempo t ma dipende solo dalla posizione del punto P (univocamente determinata dai tempi di ritardo t1 e t2). Inoltre essendo ω=2πT la (2) si trasforma

ω|t1−t2|=2πT|t1−t2|=(2k+1)π

da cui

|t1−t2|=(2k+1)⋅T2 con k=0,1,2,…, (2*)

che ricalca la condizione in termini di tempo già ricavata nelle condizioni generali di interferenza. In termini di differenza di cammino:

|d1−d2|=(2k+1)λ2

cioè l'interferenza è distruttiva nei punti le cui distanze dalle due sorgenti differiscono per un numero dispari di mezze lunghezze d'onda.

Interferenza di onde armoniche sfasate

Immaginiamo che le due sorgenti puntiformi S1 e S2 emettano onde armoniche della stessa ampiezza, frequenza ma in modo non sincronizzato. Si assuma ad esempio che la sorgente S2 riproduca l'oscillazione della sorgente S1 con un certo tempo di sfasamento che indicheremo con ts. Assumeremo

ts>0 se la sorgente S2 oscilla in ritardo rispetto a S1
ts<0 se la sorgente S2 oscilla in anticipo rispetto a S1

Se il moto della sorgente S1 è descritto dalla funzione

yS1(t)=Asin⁡(ωt+ϕ),

allora il moto della sorgente S2 è descritto da

yS2(t)=yS1(t−ts)=Asin⁡(ω(t−ts)+ϕ).

Se poi il tempo di sfasamento ts è una frazione nota del periodo T, cioè

ts=±αT con α∈]0;1[

ricordando, al solito, che ω=2πT si ottiene

yS2(t)=Asin⁡[ω(t∓αT)+ϕ]=Asin⁡(ωt+ϕ∓2πα).

In pratica lo sfasamento introduce un angolo di fase 2πα che permette di riformulare immediatamente le condizioni di interferenza costruttiva (1) e distruttiva (2).

Ponendo

θ1(t)=ω(t−t1)+ϕ
θ2(t)=ω(t−t2)+ϕ∓2πα

la condizione (1) diventa

|θ1(t)−θ2(t)|=|ω(t1−t2)±2πα|=2kπ con
k=0,1,2,… (1**)

e la condizione (2) diventa

|θ1(t)−θ2(t)|=|ω(t1−t2)±2πα|=(2k+1)π con
k=0,1,2,… (2**)

Interferenza tra sorgenti non isofrequenziali

Tutte le condizioni di interferenza precedenti sono state dedotte nell'ipotesi che le due sorgenti interferenti fossero isofrequenziali. Le condizioni che ne sono risultate sono indipendenti dal tempo ma dipendono solo dalla posizione del punto P nello spazio.

Se le sorgenti non oscillano alla stessa frequenza si hanno condizioni di interferenza, in un dato punto dello spazio, che evolvono nel tempo rendendo lo studio del fenomeno estremamente complesso. Supponiamo di avere due sorgenti "armoniche" S1 e S2 (aventi stessa ampiezza e fase) di frequenza differente. Il moto oscillatorio delle due sorgenti può, al solito, essere espresso da

yS1(t)=Asin⁡(ω1t+ϕ),
yS2(t)=Asin⁡(ω2t+ϕ),

con ω1≠ω2; ripetendo la derivazione fatta, ad esempio nel caso interferenza costruttiva, la condizione (1) diventa ora

|θ1(t)−θ2(t)|=|(ω1−ω2)t−ω1t1+ω2t2|=2kπ con
k=0,1,2,… (1***)

che, come si vede, dipende dal tempo t.

Battimenti

Se le due sorgenti non isofrequenziali sono collocate nello stesso punto dello spazio è chiaro che, fissato un punto P, i tempi di ritardo t1 e t2 vengono a coincidere. Se poniamo t1=t2=xv, la condizione di interferenza (1***) rimane tempo-dipendente ma assume la forma più semplice:

|θ1(t)−θ2(t)|=|(ω1−ω2)(t−xv)|=2kπ con
k=0,1,2,… (1°)

che può scriversi come:

|t−xv|=2kπ|(ω1−ω2)|=kT1⋅T2|(T1−T2)| con
k=0,1,2,… (1°°)

ove, al solito, si sono indicati con T1 e T2 i periodi delle due sorgenti. Tale condizione fornisce tutti gli istanti di tempo t per cui, nel punto P, distante x dalle due sorgenti, vi è interferenza costruttiva. Se consideriamo due istanti consecutivi (assunti cioè per valori k e k+1) e valutiamo la loro differenza Δt

Δt=T1⋅T2|(T1−T2)|

ci accorgiamo che, fissato un punto dello spazio, la condizione di interferenza si ripresenta ogni T1⋅T2|(T1−T2)| secondi, ha cioè un andamento periodico di frequenza

f=1Δt=|(T1−T2)|T1⋅T2=|f1−f2|

ove, nell'ultimo passaggio, si è usata la relazione generale tra periodo e frequenza ponendo f1=1T1 e f2=1T2.

La frequenza f=|f1−f2| viene detta frequenza di battimento. Prendendo f1 e f2 quasi uguali la frequenza di battimento può essere resa molto minore delle singole frequenze delle due sorgenti interferenti.

Un'ultima osservazione: tutto il ragionamento è stato svolto partendo dalla condizione di interferenza costruttiva. Esso rimane comunque valido anche partendo dalla condizione (2) di interferenza distruttiva.

Verifica la comprensione

Problema. Due altoparlanti emettono in fase lo stesso suono di lunghezza d'onda 50 cm. Un ascoltatore si trova a 3,00 m dal primo e a 3,75 m dal secondo. Che tipo di interferenza percepisce? Soluzione. La differenza di cammino è 0,75 m, cioè 1,5 lunghezze d'onda: un numero dispari (3) di mezze lunghezze d'onda. L'interferenza è distruttiva (k = 1 nella condizione per d1−d2) e il suono è debole.

Problema. Nella situazione del problema precedente, qual è la frequenza più bassa per cui nel punto dell'ascoltatore si ha interferenza distruttiva? (velocità del suono 340 m/s) Soluzione. La condizione con k = 0 richiede che la differenza di cammino, 0,75 m, sia mezza lunghezza d'onda: λ = 1,5 m, cioè f = 340/1,5 Hz ≈ 227 Hz. Le frequenze successive con interferenza distruttiva sono 3 volte, 5 volte, … questa: 680 Hz (λ = 50 cm, il caso del problema precedente), 1133 Hz, …

Problema. Se il secondo altoparlante viene collegato con i fili invertiti, oscilla in opposizione di fase rispetto al primo (α=1/2). Che cosa si sente in un punto equidistante dai due altoparlanti? Soluzione. Lo sfasamento aggiunge 2πα=π alla differenza di fase. Nel punto equidistante t1=t2, quindi la differenza di fase è π e l'interferenza è distruttiva: le condizioni di interferenza costruttiva e distruttiva si scambiano rispetto al caso di sorgenti in fase.

Problema. Due diapason vibrano a 440 Hz e 443 Hz. Ogni quanto tempo si ripete l'interferenza costruttiva in un punto vicino ai due diapason? Soluzione. La frequenza di battimento è

Laboratorio virtuale: esperimenti di interferenza

Se sei interessato a visualizzare fenomeni di interferenza, collegati al nostro laboratorio virtuale Onde 2D: ti proponiamo di seguito una serie di esperienze guidate, ma puoi benissimo sperimentare nuove configurazioni e nuovi esperimenti. L'app è molto intuitiva; per una corretta comprensione di quello che osservi, tieni solo presente che le zone colorate rappresentano l'ampiezza dell'oscillazione. Tanto più brillante appare il colore, maggiore è l'ampiezza delle oscillazioni (verde per le cime, rosso per le valli). Ovviamente le zone di buio rappresentano assenza di oscillazione causata dall'interferenza distruttiva.

Esperienze proposte:


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