Equazione delle onde nella barra

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In questa sezione ricaviamo l'equazione delle onde in un caso ideale, ma molto utile per le applicazioni pratiche dell'acustica (v. marimba, xilofono, campane tubolari) e dell'ingegneria (sollecitazioni sulle travi, onde sismiche).

Dopo aver definito con cura il sistema procederemo in tre semplici passaggi:

  1. bilancio delle forze
  2. individuazione della grandezza da utilizzare come funzione d'onda
  3. scrittura dell'equazione del moto

Che cos'è una barra

  • A differenza della corda, la barra che qui consideriamo è un vero sistema elastico tridimensionale. Al suo interno si esercitano forze che non sono solo longitudinali, ma possono essere dirette in qualunque direzione.
  • Il fatto che si tratti di una "barra", cioè di un oggetto più lungo che largo, in questo caso, serve solo per ridurre il numero di dimensioni nelle equazioni, ma non è una proprietà critica (almeno finché la barra non diventa una guida d'onda)
  • La barra che consideriamo è comunque ideale perché assumiamo che la sua elasticità sia perfettamente lineare, cioè che la deformazione sia direttamente proporzionale alla forza che l'ha provocata (legge di Hooke).
La Forza elastica è direttamente proporzionale alla Deformazione
  • La costante di proporzionalità non è in generale una semplice costante, ma un oggetto detto tensore, che tiene conto del fatto che una forza esercitata in una direzione, potrebbe in realtà dare luogo ad una deformazione in tutt'altra direzione.
  • Comunque nei casi più semplici questo oggetto si può ridurre a poche costanti. Ciascuna di esse descrive un diverso tipo di deformazione. Ecco perché nel seguito esaminiamo ora una per una le onde che è possibile produrre in seguito a diverse deformazioni della barra.

Onde longitudinali

Che cosa sappiamo

  • Le onde longitudinali si generano per compressione (o trazione).
  • La deformazione corrispondente è una compressione (o una dilatazione), che si propaga nella stessa direzione in cui si è esercitata la forza che l'ha prodotta.
  • La costante di proporzionalità tra la deformazione e la pressione che la produce è detta modulo di Young Y.
  • L'equazione del moto di Newton per le traslazioni
F=ma

Che cosa vogliamo ricavare

  • Assumiamo che una compressione (o una dilatazione) avvenga lungo l'asse della sbarra nella direzione x.
  • Vogliamo ricavare l'equazione del moto per la deformazione ξ(x,t) di un elemento infinitesimo della barra di sezione A e di altezza dx posto nella posizione x.

Dimostrazione

  • L'elemento infinitesimo della sbarra viene deformato in un elemento di lunghezza dx+dξ.
  • Ricordiamo che ciò che si propaga nella barra è la compressione, e perciò la grandezza rilevante è ξ, e non x.
  • La deformazione è data da ∂ξ∂x, e, per la legge di Hooke, abbiamo
F(x(t))=AY∂ξ∂x.

Questa equazione ci dà il valore di F, ma noi siamo interessati alla forza netta che si esercita sull'elementino di volume (v. figura), che è

F(x+dx)−F(x)=dF=∂F∂xdx.
  • Dobbiamo perciò derivare la relazione precedente rispetto ad x e otteniamo
∂F∂xdx=YA∂2ξ∂x2dx
  • Per la legge di Newton questa forza va eguagliata al prodotto ma per l'elementino, che è
ma=ρAdx∂2ξ∂t2
  • Eguagliando i due termini troviamo
YAdx∂2∂x2ξ(x,t)=ρAdx∂2∂t2ξ(x,t),

che è un'equazione identica a quella per le onde trasversali nella corda, e cioè

∂2ξ∂x2=1c2∂2ξ∂t2,

tranne per il fatto che la velocità di propagazione è data da

c=Yρ.


Onde flessurali

Che cosa sappiamo

  • Le onde flessurali si generano in seguito ad una flessione della barra.
  • La flessione si produce quando una coppia di forze opposte, ma non applicate nello stesso punto, agisce sulla barra in un piano contenente l'asse longitudinale (v. figura).
  • Se la barra fosse un corpo perfettamente rigido essa tenderebbe a ruotare, anziché deformarsi, quindi non basta ricorrere all'equazione del moto F=ma, ma dobbiamo anche utilizzare l'equivalente per la rotazione, e cioè
M=Id2θdt2,

dove M è il momento della forza applicata (momento flettente), I il momento d'inerzia della sbarra rispetto ad un asse perpendicolare all'asse longitudinale, e θ l'angolo di rotazione.

  • Anche in questo caso l'elasticità perfetta si esprime con una legge di proporzionalità tra il momento flettente applicato e la curvatura ottenuta. La costante di proporzionalità Y è la costante elastica (modulo di Young) della barra.

Che cosa vogliamo ricavare

  • Assumiamo che la flessione avvenga lungo l'asse y della sbarra, perpendicolarmente all'asse longitudinale x. In questo caso il momento è diretto come l'asse z (vedi figura).
  • Vogliamo ricavare l'equazione del moto per la posizione verticale y(x,t) di un elemento infinitesimo della barra di lunghezza iniziale dx posto nella posizione orizzontale x.

Dimostrazione

  • Assumiamo che una flessione avvenga lungo la direzione y perpendicolare all'asse della sbarra. Ciò significa che ogni elementino della sbarra si sposta perpendicolarmente all'asse di una quantità y(x,t) che varia lungo la barra.
  • La deformazione in questo caso è la curvatura della sbarra, che è proporzionale alla derivata seconda rispetto ad x della "forma" della sbarra y(x).
  • La legge di Hooke, in questo caso impone che lo sforzo sia proporzionale alla deformazione, cioè
M(x)=−YJd2ydx2,

dove la costante di proporzionalità è per comodità scomposta in un fattore dipendente solo dal materiale (il modulo di Young Y, avente le dimensioni di una pressione) e in uno dipendente solo dalla sua sezione detto momento d'inerzia di superficie J (avente le dimensioni di una superficie al quadrato, cioè di una lunghezza alla quarta).

  • Derivando questa relazione una volta rispetto a x otteniamo la forza Ft (detta sforzo di taglio)
Ft(x)=−YJd3ydx3.

Il segno − dipende dalla convenzione scelta per il momento flettente: qui M è positivo quando la barra si incurva con la concavità verso il basso, cioè quando la curvatura d2y/dx2 è negativa.

  • Però a noi, al solito, interessa la quantità
Ft(x+dx)−Ft(x)=dFt=∂Ft∂xdx,

che è la forza netta agente sull'elementino infinitesimo (detta carico della barra). Il carico sull'elemento infinitesimo quindi vale

dFt=−YJd4ydx4dx.
  • Eguagliando il carico al prodotto ma, secondo l'equazione di Newton, troviamo
−YJdx∂4∂x4y(x,t)=ρAdx∂2∂t2y(x,t),

ovvero

∂4y∂x4=−1k2∂2y∂t2,

con

k=YJρA


  • Cercando una soluzione armonica y=Asin⁡(qx−ωt), dove q è il numero d'onda, si ottiene q4=ω2/k2, cioè ω=kq2. La velocità di fase v=ω/q=kω cresce con la frequenza: le onde flessurali sono dispersive e un impulso cambia forma mentre si propaga. Per la stessa ragione le frequenze proprie di una barra non sono multiple intere della fondamentale (si veda la pagina Frequenze proprie della barra).
  • Nella dimostrazione abbiamo trascurato l'inerzia di rotazione degli elementini della barra (approssimazione di Eulero-Bernoulli): il risultato vale quando la lunghezza d'onda è molto maggiore dello spessore della barra.

Onde di torsione

Che cosa sappiamo

  • Le onde di torsione si generano in seguito ad una torsione della barra.
  • La torsione, come la flessione si produce quando una coppia di forze opposte, ma non applicate nello stesso punto agisce sulla barra. Tuttavia, a differenza della flessione, le forze sono dirette in un piano perpendicolare all'asse della barra (v. figura).
  • Anche in questo caso dobbiamo utilizzare l'equazione del moto per la rotazione
M=Ild2θdt2,

dove M è il momento della forza applicata (momento torcente), Il il momento d'inerzia della sbarra rispetto al suo asse (per un elementino lungo dx vale ρIpdx, dove Ip è il momento d'inerzia polare della sezione), e θ l'angolo di rotazione.

  • La legge di Hooke impone che il momento torcente sia direttamente proporzionale alla rotazione. La costante di proporzionalità G è il modulo di taglio della barra.

Che cosa vogliamo ricavare

  • Assumiamo che la torsione avvenga attorno all'asse longitudinale x della sbarra. In questo caso il momento è diretto come l'asse x (vedi figura).
  • Vogliamo ricavare l'equazione del moto per la rotazione θ(x,t) di un elemento infinitesimo della barra di lunghezza dx e posto nella posizione x.

Dimostrazione

  • Studiando una piccola rotazione di un angolo dθ.
  • La legge di Hooke si scrive
M(θ(x))=GIp∂θ∂x
  • Ci interessa, al solito la differenza tra i momenti agli estremi dell'elementino di volume
M(x+dx)−M(x)=dM=∂M∂xdx,

e quindi, derivando la legge di Hooke rispetto ad x, abbiamo

dM=GIp∂2θ∂x2dx
  • Sostituendo nell'equazione del moto di rotazione
dM=Ipρ∂2θ∂t2dx

questa diviene

ρIpdx∂2∂t2θ(x,t)=GIpdx∂2∂x2θ(x,t),

e cioè

∂2θ∂x2=1c2∂2θ∂t2,
  • L'equazione delle onde è quindi del tutto analoga a quella delle onde longitudinali (o a quella delle onde trasversali nella corda), ma ha come variabile l'angolo θ
  • La velocità di propagazione delle onde di torsione è quindi (per una barra a sezione circolare; per sezioni di altra forma la rigidità torsionale è minore di GIp e le onde sono più lente)
c=Gρ

Osservazioni sulle soluzioni

Le stesse equazioni hanno le stesse soluzioni.

Basandoci su questo principio possiamo concludere che le onde longitudinali nella sbarra, quelle torsionali, quelle trasversali nella corda, pur riferendosi a grandezze differenti, hanno esattamente le stesse proprietà. Fanno eccezione le onde flessurali, che obbediscono a un'equazione diversa e sono dispersive.

Nella sezione equazione delle onde sonore si dimostra che anche l'equazione delle onde sonore ha la stessa forma delle precedenti.

In tutti questi casi è evidente la potenza unificatrice del concetto di onda.

Verifica la comprensione

Problema. Calcola la velocità delle onde longitudinali in una barra di acciaio (Y = 200 GPa, ρ = 7850 kg/m³) e in una di alluminio (Y = 70 GPa, ρ = 2700 kg/m³). Soluzione. c=Y/ρ: per l'acciaio √(200·10⁹/7850) m/s ≈ 5050 m/s, per l'alluminio √(70·10⁹/2700) m/s ≈ 5090 m/s. I due materiali hanno velocità quasi uguali: l'acciaio è circa tre volte più rigido, ma anche circa tre volte più denso.

Problema. Per un materiale isotropo il modulo di taglio è G=Y/[2(1+ν)], dove ν è il coefficiente di Poisson. Con ν = 0,3, quanto vale il rapporto tra la velocità delle onde di torsione e quella delle onde longitudinali in una barra a sezione circolare? Soluzione. Il rapporto è G/Y=1/[2(1+ν)] = √(1/2,6) ≈ 0,62: le onde di torsione sono circa il 40% più lente di quelle longitudinali.

Problema. Una barra di alluminio ha sezione rettangolare con spessore h = 1 cm nella direzione della flessione; per questa sezione J/A=h2/12. Calcola la costante k e la velocità di fase delle onde flessurali a 1 kHz e a 4 kHz. Confrontale con la velocità delle onde longitudinali (5090 m/s). Soluzione. k=YJ/(ρA)=Y/ρ⋅h/12 = 5090 m/s · 0,00289 m ≈ 14,7 m²/s. A 1 kHz, v=kω = √(14,7 · 2π · 1000) m/s ≈ 304 m/s; a 4 kHz la velocità raddoppia, ≈ 608 m/s. Le onde flessurali sono molto più lente di quelle longitudinali e la loro velocità cresce con la radice quadrata della frequenza.


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